Ciao Mauro!
Potresti brevemente parlarci di te, e del tuo “hobby”?
Prima di iniziare, vorrei ringraziarti per quello che fai, con questo tuo spazio virtuale e nello specifico per darmi la possibilità di parlare di quella che è la mia più grande
passione…perché appunto di semplice passione si tratta.
Non essendo un lavoro, suono ciò che voglio, quando voglio, senza l’assillo di dover piacere per forza, o di rispettare un eventuale contratto sia in termini discografici, che di endorsement. La
consapevolezza di essere chitarristicamente uno dei tanti, non mi ha mai precluso la voglia di fare ciò che so fare, senza sfociare nello strafare. Il risultato è un’assoluta serenità nell’approccio
alla mia passione, laddove il mio concetto non è imitare per essere, ma proporre ciò che sono, tanto o poco che sia.
E’ proprio questo tipo di approccio “libero” che mi ha permesso di entrare nel mondo Manne come testimonial. Ho scelto liberamente quelle chitarre, tra le migliaia presenti sul mercato e le ho
preferite perché sono le migliori, dal mio punto di vista, per sposare la mia personale filosofia di musica. Va da sé, che , come quando si sposa una donna, anche con le mie chitarre abbia sviluppato
la conoscenza di ogni più piccolo loro segreto e caratteristica…il Sig Manne si è accorto che questo mio amore per le sue chitarre ha, nel tempo, sviluppato una eccellente ( così mi attesta )
competenza sulle stesse e mi ha scelto come testimonial. Certo, non sono famoso, non sono un professionista della musica, ma sicuramente io “respiro” Manne e questo conta quando c’è da proporle,
spiegarle, dimostrarle appunto. Come si fa a mostrare un prodotto se non ci si crede…come si fa a suonare in pubblico se la musica non viene da dentro…questa è la mia filosofia…se mi emoziono per
primo, posso eventualmente emozionare.
Si parla spesso di Gibson, Fender, Ibanez, ma pochissimo di liutai come Manne che realmente sono al servizio sia dei musicisti ma anche dei propri clienti; nel senso che il prodotto è realmente
quello che vedi e che compri a differenza di marchi blasonati dove esiste una reale difformità tra il prodotto dedicato all’artista e quello per il retail.
Tu cosa ne pensi visto il tuo ruolo di endorser?
La differenza è proprio questa. Manne è un progetto, un’idea che si basa sulla passione divenuta poi una professione. Affermando il concetto al contrario, è una professione con le
caratteristiche di chi agisce con passione. E’ ovvio che certe regole e mi riferisco al lato “commerciale” e non “liuteristico” devono per forza essere seguite, ma quando si entra nel mondo Manne, si
respira appunto il contatto diretto con chi mette in opera i propri sogni… tutti i possessori di una chitarra Manne, hanno il meglio della produzione, in quanto la qualità è la stessa degli strumenti
di chi ne è testimonial...perchè appunto unici e fatti a mano…Io credo che, per chi ha veramente passione, parlare quotidianamente col Sig. Manne per la costruzione del proprio strumento, secondo le
proprie desiderate, sia una cosa speciale…la scelta del legno…del top…del colore…tutto passa dal proprio concetto di strumento e si sviluppa sotto i propri occhi…
Si, sicuramente non c’è differenza tra il Soulmover Manne che usa Glenn Hughes, per fare un esempio e quello di qualsiasi potenziale cliente che ne voglia uno
Parlando di materiali,
tempo fa il “nostro amico” comune Gene Simmons sentenziò che per suonare rock qualsiasi strumento è valido basta che uno ci si trovi bene con lo strumento.
Tu cosa ne pensi?
Penso che Gene abbia ragione, ognuno è sovrano nel proprio approccio alla musica…ciò che va bene a noi, può non essere ugualmente valido per altri…
I problemi arrivano, quando si è convinti di avere il meglio, senza conoscere cosa sarebbe effettivamente meglio per se stessi… credo ci sia differenza. Mi riferisco ovviamente non ai marchi…ma solo
semplicemente alla variabile dei materiali ed alla liuteria, non intesa solo come foggia. Le Manne che uso coi Reason To Kiss sono fatte appositamente per quel tipo di sound…le ho volute io
così…credo che la consapevolezza in tal senso mi renda libero di affermare che effettivamente il mio strumento è ciò che ho voluto…a prescindere dal gusto degli altri…
Ed in special modo…che materiali hai scelto per le tue chitarre ?
Ho sei Manne, tutte diverse, tre elettriche, una doppio manico, due semiacustiche, di cui una con le corde in nylon. Partendo dal presupposto che con i Reason To Kiss, suono in acustico, ma con un approccio rock, ho voluto chitarre che mi dessero le stesse sensazioni. Quindi i manici e le tastiere sono quelli delle mie elettriche. Il manico è un laminato d’acero, a sezione asimmetrica. La sezione laminata aggiunge molta resistenza al manico e la possibilità di regolare con più precisione l’action desiderata. La stabilità è maggiorata dalla tastiera in resina fenolica, dura e soprattutto durevole. Prima usavo l’ebano, da quando uso la tastiera Manne, mi si è aperto un nuovo mondo. Per le semiacustiche ho adottato un corpo in pioppo leggero scavato all’interno con top in abete. Ponte piezo e magnete al manico, che posso entrambi usare singolarmente o miscelare. Il tutto mi permette di usare le mie semiacustiche a seconda delle mie esigenze, in diretta col piezo per un suono propriamente acustico, oppure dentro un favoloso Fender ‘65 Twin Reverb, per sonorità più Jazzy. Questo concetto costruttivo l’ho trasportato nella metà della doppio manico, quella a 12 corde, mentre la sezione a 6 corde elettrica è piena ed è dotata di tre miniHB, splittabili con ponte fisso tune o matic della Gotoh. La semiacustica con corde in nylon differisce dalle altre semplicemente per l’assenza del pick up magnetico e la presenza di un equalizzatore a tre potenziomentri; il suo manico è molto stretto e sottile, per il precedente discorso sul mio approccio non classico allo strumento. Per le elettriche il discorso è leggermente differente. Ho due Taos ed una Ventura. Chitarre completamente diverse. La Taos è in mogano con top in acero fiammato e verniciatura lucida, dispone di un miniHB al manico splittabile, un single coil ed un HB al ponte, quest’ultimo dotato di piezo. Chitarra concepita con due uscite e usata prevalentemente nei musicals, dove con un semplice “click”, riesco a passare da un suono acustico ad uno Heavy metal, a seconda dell’esigenza scenica. E’ la chitarra più versatile che ho, la mia prima Manne, un gioiello. La Taos 2001, è invece dotata di mascherina e tre miniHB, satinata con corpo in mogano e top mastergrade in pioppo figurato,ponte mobile AlecB. Entrambe le Taos hanno il manico avvitato. La Ventura invece è stato il regalo che mi sono fatto per il mio 40° compleanno e che uso per le mie scorribande più hard. Manico incollato, due HB splittabili, corpo in Korina con microcamere tonali a sezione circolare e top in pioppo figurato assolutamente mastergrade, ponte tune o matic della Gotoh. Tutte le mie sei Manne sono dotate di meccaniche autobloccanti Gotoh, che sinceramente adoro per la loro assoluta precisione e praticità. Non ho una preferenza per nessuna, in quanto nessuna è doppione dell’altra. Uso quella che mi serve per la determinata esigenza, senza rimpiangere quella che rimane ai box, in quanto tutte dotate di altissima qualità.
Prima hai citato i Reason to KISS.
Io trovo che i tuoi arrangiamenti fanno proprio il “messaggio” originale trasponendolo però su di un pianeta diverso e dando vita a veri e nuovi pezzi.
Come lavori di solito per arrivare al prodotto finito?
Hai centrato perfettamente la descrizione dei brani che riarrangiamo….esatto riarrangiamo…perché Susy è parte essenziale del progetto RTK…
Noi lavoriamo di pancia, nel senso che tutto ciò che la nostra esperienza musicale nei musicals, pianeta in cui la versatilità è fondamentale, viene messa in pratica…
Alla domanda di “come potrebbe suonare” il tal pezzo in una nuova veste, fa seguito l’immediata messa in opera della ristesura…perché la domanda presuppone già nella nostra testa, l’idea di quello
che verrà…Alcune volte il risultato ci convince, altre abbisogna di aggiustamenti minimi…in alcuni casi non ci piace proprio, rispetto a come ci era “suonata” in testa…
Tu hai
riarrangiato sia pezzi di Gene che di Paul, che differenze, se ce ne sono, hai trovato nelle partiture dei due nonni del Bacio?
Paul è più semplice e più RTK da riarrangiare, in quanto le sue melodie si prestano naturalmente ad una moltitudine di versioni e generi…Gene melodicamente è meno immediato e questo,
anche nelle versioni che fin ad ora mi sono venute in mente, può essere meno fruibile…ho nel cassetto alcune cosette che difficilmente proporremo in duo davanti ad un pubblico con un target
prevalentemente hard rock…mentre a mio avviso sarebbero perfette per un lavoro in studio, oppure con una band completa con un approccio musicale a 360°…
Tornando sulla terra che tipo
di chitarra e che percorso consiglieresti ad un ragazzo che vuole imparare a suonare avendo in mente il mito del Guitar hero.
Qualsiasi chitarra va bene inizialmente perché è chi ha attorno, dalla famiglia al maestro, che dovrebbe dargli il nutrimento per farlo appassionare alla musica, lo strumento viene dopo la
passione…musica come cultura e non come un usa e getta commerciale. Musica come respiro quotidiano e non come emulazione del tal artista che è unico ed irripetibile….oserei dire inimitabile a
prescindere. Quella passione che non ci fa vivere senza la musica e l’esigenza di esprimerci attraverso essa. Il percorso è quello che ognuno si sente di fare o che è in grado di percorrere. Conosco
bambini costretti a studiare uno strumento perché i genitori lo vogliono. Conosco altri che hanno talento, ma poco approccio didattico…conosco maestri che hanno fatto odiare lo strumento agli
allievi…La giusta ricetta a mio avviso è…passione-talento-studio…in dosi massicce. Per quanto riguarda lo strumento…torniamo alla domanda di prima…ognuno deve trovare il suo…l’importante è sapere
cosa si vuole essere e non sembrare…stabilito interiormente questo, ogni strumento vale un altro a parità di qualità. Certamente esistono chitarre di un certo pregio ed altre meno. Io dopo anni
ho scelto finalmente i miei…e non smetterò mai di divulgarne la qualità e le belle sensazioni che mi danno. Inizialmente è meglio farsi consigliare dal proprio maestro, per averne uno consono
all’esigenza del momento…poi col passare degli anni, la consapevolezza di ciò che si vuole dovrebbe prevalere, anche se non si smetterà mai di sentire domande del tipo: “ è più buona una Gibson o una
Fender ” …? Piuttosto che: “ mi serve o mi piace il suono di una Gibson o una Fender…? ” C’è differenza…
Mauro, grazie per la chiacchierata e mi raccomando, tu e la Susy fatevi
vedere più spesso in giro!
Che c’è sempre fame di buona musica suonata e cantata bene così come voi sapete fare!!!
Grazie a te per l’occasione che dai a tutti noi passionali musicanti…beh noi Reason To Kiss siamo un progetto un po’ di nicchia…difficile essere sempre visibili..ma quando ce ne è stata data
la possibilità abbiamo risposto prontamente…con la passione di sempre. Colgo l’occasione fra l’altro per ringraziare tutti coloro che dall’inizio ci hanno supportato, gratificato…e criticato
costruttivamente per migliorarci.


